31/03/2010

Il mercato del porcellino nel cuore di Firenze

Immagine 2.pngAll’incrocio tra via Porta Rossa e via Calimala (che diventa cia Por Santa Maria e sfocia in Ponte Vecchio) c’è la loggia del Mercato Nuovo dove tutti i giorni (tranne la domenica) si tiene il famosissimo mercato del Porcellino. Sotto la loggia si vendono prodotti in paglia fiorentina (molte della quali “made in china”), articoli ricamati, oggetti in pelle e in legno, fiori.

Il luogo è particolare oltreché per il mercato, molto apprezzato dai turisti, anche perché qui c’è la famosa pietra dello scandalo. Visibile solo quando non ci sono le bancarelle, al centro della loggia, vi è un tondo marmoreo a livello del terreno che riproduce una ruota di carro, in particolare del Carroccio che era il simbolo della Repubblica fiorentina: in questo preciso punto infatti veniva messo il Carroccio intorno al quale si riunivano le truppe fiorentine prima della battaglia. Ma la pietra è chiamata che dello scandalo perché qui venivano fustigati a … chiappe scoperte, i debitori durante l’epoca rinascimentale.

Il mercato del porcellino prende il nome, un po’ impropriamente, dalla statua che c’è nei pressi della loggia che in realtà raffigura un cinghialetto all’erta per il possibile arrivo di un cacciatore.

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26/01/2010

Una zona DOC: la regione del Chianti

Immagine 1.pngLa regione del Chianti è quella zona collinare che congiunge Firenze e Siena. Conosciuta in tutto il mondo per il vino, le case coloniche, le ville, i manieri, i piccoli borghi in cima alle colline, il Chianti è anche zona archeologica per gli innumerevoli reperti del periodo degli Etruschi. Furono proprio loro a chiamare quest’area ‘clante’, che vuol dire acqua, per l’abbondanza delle risorse idriche. Durante il periodo di dominazione dei Medici molti semplici manieri furono trasformati in ville e castelli che ancor oggi si possono ammirare tra le coltivazioni estensive di viti e ulivi.

La via del Chianti è la via del vino, chiamata più propriamente via Chiantigiana. Il paese più famoso della via Chiantigiana è Greve in Chianti da cui si arriva in poco tempo al castello di Montefioralle e a quello di Verrazzano famoso per le sue cantine. Andando in direzione su verso Siena si trovano altri Comuni che vivino sulla vite e sul nettare che ne deriva: Panzano, che è in cima ad una collina, Castellina in Chianti, nei pressi della quale ci sono reperti etruschi, Radda in Chianti e Castellina che si inerpicano sulle cime più alte intorno ai 500 metri e nelle cui vicinanze ci sono il Castello di Meleto e quello Castello di Brolio. Prosegiendo sulla Chiantigiana si arriva a Castelnuovo Berardenga, già vicino a Siena, Barberino Val d'Elsa e poi a Poggibonsi, importante centro industriale della valle del fiume Elsa.

Nel 1967 la regione del Chianti divenne tutta DOC, a denominazione di origine controllata, e la zona compresa tra i territori di Castellina, Radda, Gaiole fu identificata come quella esclusiva per la produzione del Chianti Classico.

01/10/2009

Il Giardino di Boboli, un museo a cielo aperto

Immagine 1.pngNon c’è nessuno che possa considerare il Giardino di Boboli semplicemente un parco. Il Giardino, che inizia a prendere forma alla fine del 1400, è un museo all’aperto, tanto è ricco e disseminato di sculture. Il Giardino di Boboli è visitato ogni anno da quasi un milione id persone.

La storia del parco, compreso tra palazzo Pitti e il Forte del Belvedere e che si estende su un’area di 45 mila metri quadri, si snoda nei secoli tra le famiglie dei Medici, dei Lorena e dei Savoia. Il Giardino prende forma tra il XV e il XIX secolo: tra i suoi viali si trovano laghetti, tempi, grotte, radure, giardini recintati, costruzioni, come la Kaffeehaus o la Limonaia.

La Kaffeehaus è un edificio in stile rococò che presenta una cupola finestrata e una terrazza alla cui base si trova una piccola grotta. La costruzione ospita ai giorni nostri un bar da cui è possibile avere una vista panoramica dei giardini, a partire dal Viottolone fino alla Villa Medicea di Poggio Imperiale. Nella piccola grotta ai piedi dell’edificio, detta grotta delle Capre c’è una vasca di marmo con quattro statue di capre da cui un tempo spillava l’acqua.

La Limonaia fu costruita da i Medici che erano amanti delle piante di agrumi, così li vollero nei loro giardini. Ma essendo difficile coltivare agrumi in Toscana, la costruzione detta Limonata serviva per proteggerle nel corso dell’inverno. Per questo le piante di limoni e arance non erano piantate nel terreno, ma in grandi vasi detti ‘conche’. La Limonaia di Boboli fu edificata nella seconda metà del 1700 su un’area che prima conteneva il Serraglio degli Animali, dove erano tenuti animali esotici.

Tra gli artisti e gli architetti che nei secoli hanno contribuito a rendere il Giardino un museo all’aperto si possono ricordare Filippo Brunelleschi, Niccolò Tribolo, Bartolomeo Ammannati, Valerio Cigoli, Bernardino Poccetti, Vincenzo Rossi da Fiesole, il Lorenzi, Giovanni Caccini, ecc.

07/09/2009

Ponte Vecchio: talmente bello che anche Hitler lo risparmiò

ponte vecchio.jpgI ponti di Firenze uniscono la parte destra della città con quella sinistra, detta Oltrarno, che aveva un carattere più popolare. Il ponte più famoso è sicuramente Ponte Vecchio, simbolo della città, che attraverso l’Arno nel punto più stretto. Intorno a Ponte Vecchio ci sono tantissimi ristoranti e alberghi a disposizione dei turisti che vogliono vivere qualche giorno nel cuore della città. Famosissime sono le gioiellerie nei tipici negozietti sul Ponte. Altre strutture che collegano le rive dell’Arno sono: il  ponte di San Niccolò, costruito a metà 1800 come ponte sospeso; il ponte Santa Trinità, il primo ponte in legno; il ponte alle Grazie, costruito nel XIII secolo; quello di Giovanni da Terrazzano, che unisce il Quartiere di Gavinana al Quartiere del Campo di Marte; il ponte alla Carraia, che offriva la possibilità di percorrerlo con carri pesanti. Tutti i ponti di Firenze sono stati ricostruiti più e più volte, a causa delle distruzioni provocate dalle piene del fiume o peggio dalla distruzione dell’uomo: nella corso della ritirata nel 1945 l’esercito nazista distrusse tutti i ponti, tranne Ponte Vecchio. Si narra infatti che Hitler, colpito dalla bellezza di Ponte Vecchio in una visita nel 1938, comandò che non fosse toccato e distrutto.

27/07/2009

La storia dello studio dell’universo con le lenti di Galileo

Immagine 4.pngFino al 30 agosto, presso Palazzo Strozzi che sorge nell’omonima piazza, Firenze rende omaggio all’arte di osservare il cosmo. Una mostra dalle scoperte del cielo che ha visto in Galileo uno tra gli uomini più geniali di tutti i tempi. “Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio” è una mostra-viaggio nel tempo e nello spazio con le visioni mistiche dell’antico Egitto e della Mesopotami, le cosmogonie greche, le architetture planetarie di Tolomeo, l’astronomia araba, le tesi eliocentriche di Copernico, fino appunto a Galileo e Keplero per arrivare a Newton. La mostra è ricca di applicazioni multimediali e filmati divulgativi, reperti archeologici, strumenti scientifici, atlanti storici, dipinti, modelli cosmologici funzionanti. Tra tutti il monumentale arazzo astronomico di Toledo. Ma non solo, perché la mostra racconta anche dell’universo delle paure e delle speranze dell’uomo, i rapporti tra astronomia e astrologia, le ripercuissioni del pensiero cosmologico su architettura e arte. La mostra è ideata e curata da Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza.