18/05/2010

Il Museo dei Ragazzi a Firenze

Immagine 1.pngFirenze è una città speciale, che offre ai turisti di qualunque età motivi per visitarla: non esclusi bambini e ragazzi. Una delle iniziative più importanti per chi viaggia con giovani e giovanissimi è senz’altro il Museo dei Ragazzi, un articolato progetto museale realizzato dal Comune di Firenze. Posto all’interno di tre strutture diverse, Palazzo Vecchio, Museo di Storia della Scienza e Museo Stibbert, il Museo dei Ragazzi accoglie visitatori dai 3 anni in su per aiutarli a scoprire i segreti dell’arte e della scienza.

Il progetto si avvale della consulenza di studiosi esperti in diverse materie, storia dell’arte, del costume, della scienza, dell’architettura, dell’ottica, ecc, che organizzano attività didattiche e di gioco all’interno dei singoli musei. Ad esempio a Palazzo Vecchio sono disponibili laboratori e atelier interattivi dove i bambini e i ragazzi possono costruire dispositivi meccanici, fare esperimenti, scoprire i segreti dell’architettura, studiare l'abbigliamento del ‘500, scoprire la magia delle lenti e dell’ottica al tempo di Galileo, provare l’ebrezza dell’Horror Vacui e quindi del vuoto del tempo di Torricelli. Per i più piccoli c’è la stanza di giochi di Bia e Garcia, con il Teatro delle Ombre e la possibilità di costruire oggetti fantastici e provare travestimenti. Presso il Museo Stibbert invece sono conservate importanti collezioni di costumi, armature e armi: la visita è guidata da personaggi storici come Solimano il Magnifico e Giovanni dalle Bande Nere. Il Museo della Scienza invece chiude il ciclo del Museo dei Ragazzi con collezioni di strumenti scientifici con particolare riguardo alle scoperte di glielo.

Presso gli Uffici del Turismo della città sono disponibili dispense con tutto quello che la città offre ai turisti più giovani.

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31/03/2010

Il mercato del porcellino nel cuore di Firenze

Immagine 2.pngAll’incrocio tra via Porta Rossa e via Calimala (che diventa cia Por Santa Maria e sfocia in Ponte Vecchio) c’è la loggia del Mercato Nuovo dove tutti i giorni (tranne la domenica) si tiene il famosissimo mercato del Porcellino. Sotto la loggia si vendono prodotti in paglia fiorentina (molte della quali “made in china”), articoli ricamati, oggetti in pelle e in legno, fiori.

Il luogo è particolare oltreché per il mercato, molto apprezzato dai turisti, anche perché qui c’è la famosa pietra dello scandalo. Visibile solo quando non ci sono le bancarelle, al centro della loggia, vi è un tondo marmoreo a livello del terreno che riproduce una ruota di carro, in particolare del Carroccio che era il simbolo della Repubblica fiorentina: in questo preciso punto infatti veniva messo il Carroccio intorno al quale si riunivano le truppe fiorentine prima della battaglia. Ma la pietra è chiamata che dello scandalo perché qui venivano fustigati a … chiappe scoperte, i debitori durante l’epoca rinascimentale.

Il mercato del porcellino prende il nome, un po’ impropriamente, dalla statua che c’è nei pressi della loggia che in realtà raffigura un cinghialetto all’erta per il possibile arrivo di un cacciatore.

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26/01/2010

Una zona DOC: la regione del Chianti

Immagine 1.pngLa regione del Chianti è quella zona collinare che congiunge Firenze e Siena. Conosciuta in tutto il mondo per il vino, le case coloniche, le ville, i manieri, i piccoli borghi in cima alle colline, il Chianti è anche zona archeologica per gli innumerevoli reperti del periodo degli Etruschi. Furono proprio loro a chiamare quest’area ‘clante’, che vuol dire acqua, per l’abbondanza delle risorse idriche. Durante il periodo di dominazione dei Medici molti semplici manieri furono trasformati in ville e castelli che ancor oggi si possono ammirare tra le coltivazioni estensive di viti e ulivi.

La via del Chianti è la via del vino, chiamata più propriamente via Chiantigiana. Il paese più famoso della via Chiantigiana è Greve in Chianti da cui si arriva in poco tempo al castello di Montefioralle e a quello di Verrazzano famoso per le sue cantine. Andando in direzione su verso Siena si trovano altri Comuni che vivino sulla vite e sul nettare che ne deriva: Panzano, che è in cima ad una collina, Castellina in Chianti, nei pressi della quale ci sono reperti etruschi, Radda in Chianti e Castellina che si inerpicano sulle cime più alte intorno ai 500 metri e nelle cui vicinanze ci sono il Castello di Meleto e quello Castello di Brolio. Prosegiendo sulla Chiantigiana si arriva a Castelnuovo Berardenga, già vicino a Siena, Barberino Val d'Elsa e poi a Poggibonsi, importante centro industriale della valle del fiume Elsa.

Nel 1967 la regione del Chianti divenne tutta DOC, a denominazione di origine controllata, e la zona compresa tra i territori di Castellina, Radda, Gaiole fu identificata come quella esclusiva per la produzione del Chianti Classico.

07/07/2009

Visite guidate agli artigiani d’Oltrarno

Immagine 3.pngL'Oltrarno e gli antichi mestieri sono una meta unica per chi visita Firenze. Le botteghe storiche e l'artigianato artistico rappresentano un patrimonio inestimabile della città, ricca di laboratori, di maestri artigiani e vere e proprie piccole aziende che fanno dell’arte anche un’offerta commerciale per la città e il turismo. Per far conoscere questo patrimonio la Camera di Commercio fiorentina, l'Agenzia per il Turismo, la Provincia e il Comune di Firenze, offrono ai turisti visite guidate su itinerari specifici alla scoperta di laboratori e botteghe. All’iniziativa, giunta al quinto anno, partecipano 34 botteghe artigiane d’Oltrarno. Le guide accompagnano i visitatori lungo diversi itinerari per apprezzare diverse gamme di lavorazioni, dal restauro dei mobili alla lavorazione delle pietre e dei metalli, dall’intaglio del legno alle stamperia d’arte, fino ai damaschi e l’arte del ricamo. Le visite si effettuano il lunedì e il giovedì. Il costo è di 10 euro a persona per un tour di 3 ore.

Le forme e i corpi di Mapplethorpe fanno sempre discutere

Immagine 7.pngLa 'Perfezione nella Forma' è il titolo della mostra delle fotografie di Mapplethorpe che si tiene nelle sale della Galleria dell’Accademia in via Ricasoli. Robert Mapplethorpe, a vent’anni dalla morte, rappresenta ancora un esempio di genialità nel saper conciliare in una immagine arte classica e arte contemporanea, tracciando una linea in continua evoluzione che comunque lega i due mondi. Mapplethorpe lavorava prevalentemente in studio, facendo di ogni foto un quadro. Alla Galleria dell’Accademia le fotografie sono raccolte in sezioni, nell’area della mostra e nel Museo. A fianco delle 91 opere di Mapplethorpe ce ne sono alcune di Michelangelo, a cui spesso l’opera del fotografo è per certi versi associata. La natura erotica ed omosessuale di molte opere fu tra le cause della discussione sui finanziamenti pubblici per opere provocatorie, con nudi integrali anche in atteggiamenti espliciti nel caso di Mapplethorpe. La mostra è aperta fino a settembre dal martedì alla domenica, 8.15-18.50. E’ chiusa il lunedì. Fino al 10 settembre il giovedì apertura gratuita dalle 19.00 alle 21.00, e fino al 29 settembre il martedì apertura a pagamento dalle 19.00 alle 21.00.